FEBBRAIO – MARZO 2014 AREA NEUROSCIENZE

Categories: News in Italia e nel mondo|Published On: 7 Maggio 2014|

 

Anche l’uso saltuario di cannabis può cambiare il cervello

Usare marijuana anche solo una o due volte alla settimana basta a provocare significative alterazioni a livello cerebrale, in particolare del nucleo accumbens e dell’amigdala, due regioni coinvolte nella gestione delle emozioni e della spinta motivazionale. E’ questo il risultato della prima ricerca – effettuata su un gruppo di giovani adulti – che ha esaminato gli effetti a lungo termine della marijuana non su forti consumatori, ma su soggetti che ne fanno un uso più o meno occasionale. Lo studio, frutto della collaborazione fra ricercatori della Northwestern University, del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School, è stato pubblicato su The Journal of Neuroscience.

http://www.lescienze.it/news/2014/04/16/news/uso_occasionale_marijuana_cambiamenti_cervello_nucleo_accumbens_amigdala-2103274/

 

Mappata rete neurale ed espressione genica

Washington – Le mappe complete di espressione genica e di reti neurali nel cervello dei mammiferi sono state presentate in due studi pubblicati sulla rivista Nature. Si tratta di risultati che arrivano a un anno dall’annuncio della Brain Initiative del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Queste mappe forniscono risorse per studiare lo sviluppo del cervello umano e i circuiti neurali che supportano i processi comportamentali e cognitivi sia in condizioni di salute sia nelle patologie.

                                                                                                        

http://www.agi.it/salute/notizie/201404031130-hpg-rsa1018-cervello_mappata_rete_neurale_ed_espressione_genica

  

Come si sviluppa la mappa degli odori nel cervello

Anche per l’olfatto esiste un periodo critico durante il quale si sviluppano le connessioni fra neuroni sensoriali e aree cerebrali che definiscono lo spettro di odori che si sarà in grado di percepire. Se lo sviluppo di questi circuiti viene disturbato, essi sono in grado di ripristinare le connessioni corrette, ma solo per un lasso di tempo limitato dopo la nascita. A stabilirlo sono state due ricerche effettuate da biologi dello sviluppo rispettivamente dello Stowers Institute for Medical Research a Kansas City, e della Brown University a Providence, che firmano altrettanti articoli pubblicati su Science. 

 

http://www.lescienze.it/news/2014/04/14/news/plasticit_mappa_cerebrale_olfatto_periodo_critico-2096257/

 

Perché ci sfuggono i piccoli cambiamenti visivi

Avendo imparato che il mondo reale di solito non cambia improvvisamente, il cervello sfrutta questa conoscenza per rendere la nostra esperienza visiva più coerente, fondendo immagini lievemente diverse di uno stesso oggetto, viste nell’arco di alcuni secondi, che altrimenti potrebbero essere percepite come immagini di due differenti oggetti. Il nostro sistema visivo sacrifica l’accuratezza visiva, rendendoci sostanzialmente ciechi di fronte a cambiamenti minori in ciò che stiamo osservando, pur di preservare la percezione di trovarci di fronte a un oggetto “stabile”. A dimostrarlo è una ricerca condotta da due psicologi dell’Università della California a Berkeley, che firmano un articolo pubblicato su Nature Neuroscience. 

http://www.lescienze.it/news/2014/04/01/news/percezione_visiva_stabilit_percettiva_cecit_a_piccoli_cambiamenti-2078682/

 

Università di Milano-Bicocca: ecco come svanisce la coscienza di sé

Milano – La perdita di coscienza del proprio corpo, in seguito a un danno al cervello causato da ictus o ischemia più frequentemente localizzato nell’emisfero destro, può indurre chi ne è colpito a non riconoscere come proprio un braccio o una gamba, affermandolo esplicitamente. Uno studio condotto da Angelo Maravita e Daniele Romano del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università di Pavia e l’Ospedale Niguarda “Ca’ Granda” di Milano, pubblicato online sulla rivista inglese Brain, ha evidenziato per la prima volti gli effetti fisiologici di questo disturbo, contribuendo a chiarire i meccanismi profondi  alla base della perdita della coscienza del sé.

 

http://www.lescienze.it/lanci/2014/03/26/news/universit_di_milano-bicocca_questa_mano_non_mia_ecco_come_svanisce_la_coscienza_di_s-2073093/

 

Lo stress mina le capacità empatiche maschili e aumenta quelle femminili

Sotto stress i maschi tendono a diventare più egocentrici e meno capaci di distinguere le loro emozioni e intenzioni da quelle degli altri. Per le donne invece è tutto il contrario. Questo è quello che emerge da una ricerca appena pubblicata su Psychoneuroendocrinology e coordinata dalla Social Cognitive Neuroscience Unit dell’Università di Vienna, che vede partecipare l’Università di Friburgo accanto alla SISSA di Trieste.

http://www.lescienze.it/lanci/2014/03/17/news/sissa_lo_stress_mina_le_capacit_empatiche_maschili_e_aumenta_quelle_femminili-2057365/

 

Demenza e depressione, le future minacce al nostro cervello

Demenze e depressione entro il 2020 saranno tra le malattie più diffuse a livello mondiale. A lanciare l’allarme è l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità che definisce la prima come una “priorità sanitaria globale”, mentre indica la depressione come la seconda causa – tra le malattie croniche ed entro il 2020– di disabilità, in questo caso intesa come disagio sociale. È anche per capire meglio il funzionamento di queste malattie, che avranno un’incidenza sempre più alta in un futuro non così lontano, che è stato avviato nel gennaio 2013 il più grande progetto europeo di Big Science sul cervello, lo Human Brain Project.

 

http://www.wired.it/scienza/lab/2014/03/11/demenza-depressione-cervello/

Pronta la prima mappa degli ‘interruttori’ del cervello

A un anno dall’annuncio del programma BrainSpan da parte del presidente degli Usa, è pronta la prima mappa dei geni coinvolti nel funzionamento della rete neurale che controlla il funzionamento e lo sviluppo del cervello umano. A realizzare il primo atlante completo dell’attivazione dei geni del cervello umano è un gruppo di ricerca statunitense guidato dall’Istituto Allen per la Scienza del Cervello con sede a Seattle in un lavoro pubblicato su Nature e fornisce una nuova arma che promette di rivoluzionare lo studio di molte malattie del cervello.

 

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2014/04/02/pronta-la-prima-mappa-degli-interruttori-del-cervello_75b886a8-2002-4c90-8d92-be5449cc56ac.html

Il senso dei matematici per la bellezza delle equazioni

Secondo un recente studio dei ricercatori dello University College di Londra, guidati da Semir Zeki, quando un matematico osserva delle formule che giudica molto gradevoli, nel suo cervello si attiva un’area associata alle reazioni emotive alla bellezza visiva e musicale. Le scansioni di imaging cerebrale mostrano che le loro menti rispondo a equazioni "belle" allo stesso modo in cui le altre persone rispondono a splendidi quadri o a musiche magistrali. La scoperta potrebbe portare i neuroscienziati un po’ più vicino alla comprensione delle basi neurali della bellezza, un concetto sorprendentemente difficile da definire.

 

http://www.lescienze.it/news/2014/03/08/news/equazioni_matematiche_arte_bellezza-2042093/

 

Il cervello adolescente è più sensibile ai premi che ai rischi

Negli adolescenti le aree cerebrali della ricompensa sono più attive rispetto agli adulti, una peculiarità che si può attribuire ai circuiti cerebrali più flessibili del cervello adolescenziale in via di maturazione. Questa flessibilità, che porta ad accettare anche sfide pericolose, avrebbe la funzione di sintonizzare il cervello sulle possibilità offerte dall’ambiente con l’obiettivo di raggiungere un’indipendenza e quindi entrare nel mondo degli adulti.

A provarlo è uno studio dell’Università della California, a Los Angeles, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

 

http://www.lescienze.it/news/2014/01/14/news/cervello_adolescenti_maggiore_sensibilit_premio-1960541/ 

 

 

Rosso, blu, giallo: ecco come il cervello categorizza i colori

L’occhio umano può percepire milioni di sfumatore cromatiche, eppure il cervello riesce a codificarle in un insieme discreto di colori. Una ricerca basata sulla risonanza magnetica funzionale ha individuato per la prima volta la specifica regione dei lobi frontali, il giro frontale mediale, responsabile di questa categorizzazione. La capacità di discriminare tra due tonalità di colore sarebbe invece dovuta ad altre regioni, tra cui la corteccia visiva. La ricerca, firmata da Chris M. Bird dell’Università del Sussex nel Regno Unito, è stata pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

http://www.lescienze.it/news/2014/03/04/news/categorizzare_colori_sfumature_cromatiche-2035217/ 

 

Università Milano Bicocca: Un terzo di secondo per capire il linguaggio del corpo

Milano -Al nostro cervello bastano 300 millisecondi per capire se l’espressione o l’atteggiamento fisico di una persona sono coerenti con lo stato d’animo che dovrebbe esprimere o con una descrizione verbale dello stesso stato d’animo. E se non lo sono, il messaggio verbale ha vita breve! Infatti il cervello confronta molto rapidamente gli input provenienti dalle aree che elaborano le espressioni facciali, la mimica e i movimenti del corpo (incluso il sistema dei neuroni specchio) e le confronta con sensazioni viscerali della nostra memoria affettiva per una verifica immediata. Lo rivela una ricerca coordinata dall’Università di Milano-Bicocca pubblicata di recente sulla rivista americana PLOS ONE.

 

http://www.lescienze.it/lanci/2014/03/07/news/universit_milano_bicocca_un_terzo_di_secondo_per_capire_il_linguaggio_del_corpo_embargo_fino_alle_ore_23_del_7_marzo_2014-2042799/

 

Non ti piace la musica? Forse soffri di anedonia musicale

Stando a quanto riferiscono sulla rivista Current Biology Ernest Mas-Herrero del Bellvitge Biomedical Research Institute-IDIBELL di Barcellona e altri colleghi di altri istituti spagnoli e canadesi, alcune persone non provano alcun piacere ascoltando musica, pur avendo capacità uditive normali e nessun deficit nei circuiti cerebrali della ricompensa, responsabili della gratificazione che si ricava dal cibo, dal sesso o da una vincita in denaro. La scoperta di questo specifico deficit, battezzato anedonia musicale, consente di approfondire le conoscenze sui processi che, a livello cerebrale, trasformano la musica in emozioni, e dimostra l’esistenza di diverse vie, almeno in parte indipendenti, nei centri della ricompensa.

 

http://www.lescienze.it/news/2014/03/07/news/anodinia_musicale_emozioni-2040941/