Gennaio-Febbraio 2013 AREA NEUROSCIENZE

Categories: News in Italia e nel mondo|Published On: 15 Marzo 2013|

 

 

Un miliardo di euro per creare un cervello artificiale

Un Cern per il cervello. È stato ribattezzato così lo Human Brain Project (Hbp), il progetto che si è aggiudicato un finanziamento da parte della Commissione Europea di 54 milioni per i prossimi 30 mesi, per un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di euro in dieci anni. Obiettivo: entro il 2020, mettere insieme tutte le informazioni disponibili sul cervello, per realizzare un super computer che ne simuli il comportamento. A rappresentare l’Italia il Politecnico di Torino, l’Università di Pavia, l’ Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fatebenefratelli di Brescia e il Consorzio interuniversitario di Cineca.
http://daily.wired.it/news/scienza/2013/01/29/cervello-europa-grafene-miliardi-italia-65254.html

 

Il Cervello anoressico ingrassa l’immagine di sé allo specchio

Le persone che soffrono di anoressia sono ”ingannate” dallo specchio che le fa sembrare grasse anche se sono pelle e ossa: il motivo è che le aree neurali deputate alla percezione del corpo non funzionano bene nel loro cervello, non sono connesse tra loro in modo adeguato e quindi la percezione di se’ che risulta quando si specchiano è distorta. Questo, è quanto suggerisce uno studio di Boris Suchan dell’Institute of Cognitive Neuroscience alla Ruhr-Universität a Bochum riportato sulla rivista scientifica Behavioural Brain Research.
http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2013/01/25/Cervello-anoressico-ingrassa-immagine-se-specchio_8136540.html

 

 

Unione europea, ancora non cadono le frontiere della ricerca

In piena campagna elettorale, mentre si infervora il dibattito politico sui reali benefici economici della caduta delle frontiere e dell’ adozione dell’euro, qualcuno si è invece chiesto cosa ne è stato della ricerca scientifica. I tentativi di unificare la scienza e l’ innovazione a livello continentale, infatti, sono ben più vecchi dell’euro: già nel 1998 e nel 2000 l’Unione europea avviò iniziative come il Quinto programma quadro e l’Area europea della ricerca, allo scopo di integrare i programmi di ricerca e di sviluppo scientifico oltre i confini delle nazioni europee. Ma, nonostante i programmi avviati per promuovere la ricerca tra gli stati membri, l’innovazione resta nazionale. A dirlo, uno studio italiano su Science.
http://daily.wired.it/news/scienza/2013/02/08/europa-ricerca-scientifica-fallimento-54313.html

 

Così i neuroni del linguaggio ci danno la voce

Mappata l’attività neurale che ci permette di articolare il linguaggio e di parlare in modo fluente senza intoppi. E’ il risultato del lavoro del team di Edward Chang della University of California pubblicato sulla rivista Nature. Chang ha registrato l’attività neurale, che sottostà all’articolazione del linguaggio, di particolari fonemi o sillabe, attività che dà il comando per attuare il movimento coordinato degli organi della fonazione.(ANSA).
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2013/02/21/Cosi-neuroni-linguaggio-danno-voce_8284591.html

 

Il piano di Obama per svelare la mappa del cervello
Anche gli Usa puntano a creare un analogo dello Human Genome Project per ricostruire tutte le connessioni cerebrali umane. A quanto pare, infatti, una delle voci della proposta di budget del Presidente degli Stati Uniti riguarderebbe un importante progetto sul cervello, che potrebbe prendere in nome di Brain Activity Map project. Una conferma quindi di quanto annunciato da Obama nel suo discorso Stato della Nazione, in cui affermava di voler puntare, tra le varie cose, anche sulla cyber sicurezza.
http://daily.wired.it/news/scienza/2013/02/19/obama-mappa-cervello-56256.html

 

 

I poteri straordinari della musica cambiano il cervello

La musica è un sistema comunicativo non meno importante del linguaggio, ma solo nell’ultimo decennio è diventata oggetto di indagini neuroscientifiche con particolare attenzione al contributo che può dare all’approccio riabilitativo delle malattie neurologiche. A incuriosire i ricercatori non sono tanto gli effetti sociali ma le trasformazioni, anche permanenti, che induce nel cervello e i tanto vantati miglioramenti delle nostre capacità cognitive. I vantaggi che deriverebbero dalla pratica musicale vanno dall’accelerazione dello sviluppo del coordinamento a quello della concentrazione.
http://www.lastampa.it/2013/01/30/scienza/i-poteri-straordinari-della-musica-a-volte-cambiano-il-cervello-aXxXvdNT5k7PCjjiTrSo8K/pagina.html

 

Pochi, bravi e dimenticati. Sono gli scienziati d’Italia.

I temi della ricerca e dei relativi investimenti, del rapporto tra scienza, innovazione e sviluppo, sono entrati stabilmente nell’agenda politica e nella discussione pubblica. A parole tutti ne riconoscono l’importanza. Più difficile – com’è noto – è tradurre in pratica queste buone intenzioni. La nuova edizione dell’«Annuario Scienza e Società» di Observa Science in Society, offre una preziosa occasione per fare il punto della situazione sulla base dei dati più aggiornati. Il risultato? Gli italiani, sempre più surclassati dalle performances delle altre nazioni.
http://www.lastampa.it/2013/02/06/scienza/pochi-bravi-e-dimenticati-sono-gli-scienziati-d-italia-DtAfB8Na62NmbYKb3O1cjP/pagina.html

 

 

C’è una macchina del piacere che si agita nella corteccia del cervello

L’intenso piacere che proviamo nell’ascoltare la musica preferita o nell’ammirare un’opera pittorica particolarmente bella è legato ad una serie di risposte neurochimiche del cervello, omologhe a quelle scatenate durante l’innamoramento. Infatti, sia l’amore romantico sia l’estasi di fronte ad un lavoro artistico attivano le aree cerebrali associate al rilascio di dopamina, l’ormone del piacere. Questa stretta relazione tra l’esperienza estetica, il desiderio ed il piacere è studiata da una disciplina nota come Neuroestetica. In particolare, la Neuroestetica è impegnata nel caratterizzare i meccanismi cerebrali coinvolti nell’esperienza edonica. 

http://www.lastampa.it/2012/11/22/scienza/c-e-una-macchina-del-piacere-si-agita-nella-corteccia-del-cervello-DEuheXByH2t9c1h05iTS9H/pagina.html

 

Ecco perché è così difficile diventare un Buddha

Orgasmo, apprendimento, alimenti altamente calorici, gioco d’azzardo, preghiera, balli sfrenati, giochi su Internet: la maggior parte delle esperienze che consideriamo speciali – siano vizi illeciti o rituali socialmente codificati oppure, ancora, realtà tanto diverse tra loro come l’esercizio fisico e la meditazione – attivano un’area del cervello, anatomicamente e biochimicamente definita, nota come circuito del piacere. Una serie di studi è stata condotta da William Harbaugh, professore di economia presso l’Università dell’Oregon, e da alcuni colleghi. L’obiettivo era cercare di capire meglio ciò che motiva la beneficenza, analizzando come il circuito del piacere nel cervello reagisse a situazioni diverse, dal donare fino al pagare le tasse.
http://www.lastampa.it/2013/01/16/scienza/ecco-perche-e-cosi-difficile-diventare-un-buddha-cILKQzFuMjIp28f6aDITcK/pagina.html

 

I viaggi su Marte possono danneggiare il cervello

Le radiazioni cosmiche  minacciano in modo significativo il future degli astronauti: questo è il risultato di uno studio avviato da M. Kerry O’Banion, un professore del reparto di neurobiologia e anatomia della University of Rochester Medical Center. “La possibilità che l’esposizione alle radiazioni nello spazio può portare a problemi di salute come il cancro è da molto tempo riconosciuta. Tuttavia, questo studio dimostra per la prima volta che l’esposizione ad un livello di radiazioni pari ad una missione su Marte può produrre problemi cognitivi e accelerare cambiamenti associati a disturbi come l’Alzheimer.
https://www.futurity.org/top-stories/travel-to-mars-could-damage-the-brain/

 

 

Cellule cerebrali create dalle cellule della pelle

Una squadra di ricercatori della University of California di San Diego ha trovato un metodo più rapido per trasformare le cellule della pelle in cellule del cervello, un metodo che forse un giorno sarà usato per trattare i disturbi neurovegetativi. Il team è riuscito a creare dei neuroni funzionanti dalle cellule della pelle, bloccando la produzione di una singola proteina. Il metodo bai-passa le ricerche fatte fino ad ora sulle complicate tecniche che permettono di produrre neuroni da cellule staminali derivanti da cellule della pelle.
http://www.utsandiego.com/news/2013/jan/11/tp-brain-cells-made-from-skin-cells/

 

Il suono di un cervello sano

Il nostro cervello ha un suo proprio suono? Sì. E c’è di più. Perché il suono interno del nostro cervello può aiutarci a superare lo stress, ad addormentarci più velocemente, e a darci più energia durante il giorno.
Negli anni 90, dei neuro ricercatori russi insieme ad un gruppo di musicisti ed ingegneri, crearono un “monitor cerebrale” capace di registrare e tradurre l’attività cerebrale in musica.
http://www.nicabm.com/nicabmblog/what-healthy-brains-sound-like-how-brain-music-therapy-is-helping-first-responders/

 

Riassettare il cervello per mediare con il “dolore sociale.”

Essere esclusi, essere “lasciati fuori” può creare una considerevole sofferenza emotiva. Ma cosa si può fare? Fa parte della vita, giusto?
Questa spiegazione non era sufficiente per il Dr. Paolo Riva e i suoi colleghi dell’Università di Milano-Bicocca. Volevano capire se c’era un modo per alleviare questo tipo di sofferenza. In particolare, hanno ipotizzato che delle specifiche aree del cervello avrebbero potuto esercitare un ruolo di cuscinetto rispetto al “dolore sociale”. Dai loro studi è emerso chiaramente che le esperienze negative, da sole, non sono sufficienti a metterci in difficoltà. Il problema è come il nostro cervello riesce a gestirle.
http://www.nicabm.com/nicabmblog/rewiring-the-brain-to-buffer-social-pain/

 

 

Neuroscienze. Quella parte del cervello che smaschera i bugiardi.

Il cervello è sicuramente uno degli organi più complessi del corpo umano e probabilmente quello di cui si sa meno. Ma oggi, grazie ad una ricerca dell’università di Bologna, se ne sa qualcosa in più, e in particolare su quali sono i meccanismi nervosi che ci consentono di riconoscere le azioni e intenzioni malevole basate sull’inganno, o che consentono ai calciatori di anticipare un dribbling: forse potrà sembrare curioso, ma tutto questo non avviene in regioni del cervello particolarmente sofisticate (cioè nelle aree legate alla comprensione degli stati mentali, il così detto circuito mentalizing) ma nel sistema motorio, ovvero quella parte del cervello che ci permette di muovere il corpo. Lo studio che ne parla è stato pubblicato sul Journal of Neuroscience.
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=13576