GIUGNO-SETTEMBRE 2013 AREA NEUROSCIENZE

Categories: News in Italia e nel mondo|Published On: 19 Agosto 2013|

 

Cervello virtuale per studiare lesioni e terapie

(AGI) – Washington – Creato un modello virtuale del cervello che sogna a occhi aperti esattamente come gli esseri umani. Il modello si basa sulle dinamiche delle cellule cerebrali e le numerose connessioni tra loro. Il progetto è di un team di ricercatori della Washington University e ha come obiettivo quello di aiutare la scienza a comprendere meglio quali aree del cervello lavorano insieme quando una persone fantastica o è mentalmente inattiva, cioè a riposo. I risultati potrebbero un giorno permettere ai medici di effettuare diagnosi migliori e trattamenti più efficaci per le lesioni cerebrali. Lo studio è apparso sul Journal of Neuroscience.
http://www.agi.it/salute/notizie/201307151311-hpg-rsa1022-cervello_virtuale_per_studiare_lesioni_e_terapie

Bere acqua aiuta il cervello

Vale per gli adulti e vale ancora di più per i ragazzi. Mezzo litro prima di un compito intellettuale ci rende più svelti nella comprensione. Bere tanto fa bene al nostro corpo ma anche alla nostra mente: un paio di bicchieri d’acqua bastano per aiutare il cervello, migliorando le nostre prestazioni intellettuali, oltre a quelle fisiche. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Frontiers in Human Neuroscience e ripreso dal Telegraph. 
http://life.wired.it/news/salute/2013/07/17/bere-acqua-aiuta-il-cervello.html

 

Menopausa: scoperta l’origine neurale delle "vampate"

(AGI) – Washington  – Un nuovo studio condotto da un team di neuroscienziati della Wayne State University ha fornito nuovi approfondimenti sulle origini neurali delle vampate nelle donne in menopausa. I risultati della ricerca potrebbero portare allo sviluppo di innovativi trattamenti contro gli episodi improvvisi e temporanei di calore e sudorazione. I ricercatori si sono concentrati sulle regioni del cervello – come il tronco cerebrale – coinvolte nella regolazione termica e su quelle come l’insula, relative alla percezione di come ci si sente. Ed hanno dimostrato che l’attività nel tronco cerebrale comincia ad aumentare prima dell’inizio effettivo del flash di calore. L’attività nell’insula, invece, sorge esclusivamente dopo aver subito la vampata. Scoperte che offrono nuovi dettagli per la comprensione della complessità dei meccanismi cerebrali che mediano le funzioni regolatorie di base, oltre ad indicare potenziali origini delle vampate in specifiche regioni del cervello. Lo studio "Temporal Sequencing of Brain Activations During Naturally Occurring Thermoregulatory Events" è stato pubblicato su Cerebral Cortex.
http://www.agi.it/salute/notizie/201307171616-hpg-rsa1042-menopausa_scoperta_l_origine_neurale_delle_vampate

 

Cervello, se l’amore è scritto nei geni

L’amore modifica l’espressione dei geni nel cervello, rendendone più attivi due, per quel che riguarda i comportamenti di unione e fedeltà. Lo dice uno studio pubblicato su Nature Neoriscience dai ricercatori della Florida State University di Tallahassee (Stati Uniti). Secondo la ricerca, l’instaurarsi di un rapporto di coppia fedele e duraturo sarebbe il risultato di modifiche a livello del dna che aumentano l’attività dei due geni chiave per i comportamenti di unione e fedeltà. 

http://www.ogginotizie.it/248822-cervello-se-la-039-amore-e-scritto-nei-geni/#.UefI842He8A

 

La bugia lascia un’impronta nel cervello

Alcune aree del cervello si attivano quando si racconta una bugia. Lo dice uno studio del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca che è stato pubblicato su Plos One. Secondo la ricerca, le aree del cervello più attive nella costruzione delle bugie sarebbero la regione frontale e pre-frontale dell’emisfero sinistro e la corteccia cingolata anteriore. Queste aree adesso possono essere osservate con una particolare tecnica, denominata “imaging frontale”, che evidenzia quali aree cerebrali si attivano quando si dice una bugia.
http://www.ogginotizie.it/250143-salute-la-bugia-lascia-una-039-impronta-nel-cervello/#.Uee7A42He8A

I cinesi sono più a rischio ictus rispetto ai caucasici

(AGI) – Washington – I cinesi potrebbero essere a maggior rischio ictus rispetto ai caucasici. A dirlo un nuovo studio pubblicato su Neurology da parte dell’Università di Edinburgo, in Scozia. Gli scienziati hanno analizzato studi svolti dal 1990 in poi, che includevano un totale di 404.254 cinesi e che documentavano quasi 4 mila ictus ogni anno. Inoltre, sono stati esaminati anche 10 studi che includevano quasi due milioni di persone caucasiche e 4.568 ictus all’anno. Confrontando i dati dei due gruppi, la ricerca ha trovato un rischio di ictus complessivamente più alto nelle persone cinesi che in quelle caucasiche, oltre a un maggior rischio di emorragia intracerebrale. Inoltre, i cinesi avevano mediamente un’età di insorgenza di ictus minore: 66-70 anni contro i 72-76 dei caucasici.
http://www.agi.it/salute/notizie/201307161315-hpg-rsa1021-i_cinesi_sono_piu_a_rischio_ictus_rispetto_ai_caucasici

 

Mese europeo del cervello, e l’Unione Europea stanzia 150 milioni

Maggio è stato il ‘mese europeo del cervello’: per questa occasione la Commissione europea ha stanziato circa 150 milioni di euro per 20 nuovi progetti internazionali per la ricerca sul cervello. Tra questi c’è anche ‘Neuropt’, il progetto coordinato dal Politecnico di Milano con la partecipazione dell’Università di Firenze e dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.
http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/ricerca/2013/05/03/Maggio-mese-europeo-cervello_8646519.html

 

Memoria: il segreto è nascosto in una proteina?

Potrebbe nascondersi in una proteina il segreto della memoria a lungo termine. Lo dice uno studio di Steven Frinkbeiner, della University of California di San Francisco, pubblicato su Nature Neuroscience. Lo studio ha permesso di dare una forma più precisa al ruolo di una proteina già nota per essere implicata nei processi mnemonici, la proteina Arc (activity-regulated cytoskeletal). Dalla ricerca è emerso che la proteina in questione svolge la funzione basilare di regolare il processo di memorizzazione, gestendo l’attivazione e la disattivazione di geni dedicati per far funzionare in maniera ottimale la memoria a lungo termine.

http://www.ogginotizie.it/251415-memoria-il-segreto-e-nascosto-in-una-proteina/#.Uee6K42He8A

 

 

Cervello: bambini bilingue hanno 2 ‘canali’ separati

(AGI) – New York – I bambini bilingue utilizzano due "canali" separati del cervello per imparare le lingue, che quindi risultano della stessa difficoltà. Lo afferma uno studio pubblicato dall’International Journal of Bilingualism dell’Università di Ithaca. Lo studio ha analizzato l’apprendimento delle lingue di cinque bambini bilingue anglo-spagnoli, confrontandolo con quello di cinque madrelingua inglesi e altrettanti spagnoli. Il risultato ha confermato l’ipotesi di partenza dello studio, e cioè che per il cervello dei bambini le due lingue hanno la stessa difficoltà e sono processate su "canali" diversi. http://www.agi.it/salute/notizie/201307131810-hpg-rsa1045-cervello_bambini_bilingue_hanno_2_canali_separati

 

Trapianto alla testa possibile in 2 anni, parola di neurochirurgo

Quello che fino a questo momento era considerato materiale fantascientifico potrebbe presto diventare realtà. Secondo il neurochirurgo Sergio Canavero, entro due anni sarà possibile effettuare trapianti di testa. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Surgical neurology International, è stato battezzato “HEAVEN/GEMINI”, ovvero “Head Anastomosis Venture with Cord Fusion”, nome che indica la possibilità di fondere due diversi tratti di midollo spinale -quello di un corpo donato, col moncone nel collo del soggetto ricevente. Il donatore del corpo e il candidato ideale per riceverlo sono rispettivamente ”un individuo che ha purtroppo perso la vita per un trauma cranico puro, senza lesioni sostanziali a carico degli altri organi – spiega Canavero – o chi ha subito un ictus fatale; e (il ricevente) una persona affetta gravemente da una malattia neuromuscolare degenerativa o un soggetto tetraplegico”.

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2013/06/18/Neurochirurgo-Oggi-2-anni-pronti-trapianto-testa_8888392.html

 

Un trapianto di testa? Fantascienza, dicono gli scienziati

Accolto con scetticismo il progetto del medico Sergio Canavero circa la possibilità di realizzare un vero trapianto di testa. Il progetto, chiamato HEAVEN/GEMINI ( Head Anastomosis Venture with Cord Fusion) e presentato sulle pagine del Surgical Neurology International, è stato giudicato tecnicamente irrealizzabile ed eticamente molto delicato.

http://daily.wired.it/news/scienza/2013/07/02/trapianto-testa-42724.html

 

Cervello: dormire irregolarmente a 3 anni danneggia intelligenza

(AGI) – Londra – Dormire in modo irregolare durante la prima infanzia, soprattutto intorno ai 3 anni, potrebbe ridurre l’energia cerebrale dei bambini e avere effetto a catena anche per l’intera vita. A dirlo uno studio pubblicato sul British Medical Journal che rientra nello “UK Millennium Cohort Study”.

http://www.agi.it/salute/notizie/201307101159-hpg-rsa1017-cervello_dormire_irregolarmente_a_3_anni_danneggia_intelligenza

 

 

Come funziona il cervello di un razzista

Una branca delle neuroscienze ci aiuta a capire i meccanismi che ci fanno sentire uno diverso dall’altro. E individua la cultura come l’unica via d’uscita.

Attraverso le neuroscienze, però, abbiamo oggi raggiunto un grado di consapevolezza sul funzionamento del nostro cervello tale da poter affrontare il problema del razzismo molto da vicino. E possiamo addirittura immaginare come intervenire per attenuare il più possibile quello che di negativo può suscitare il diverso. È questo il punto di partenza dell’intervento di Elizabeth Phelps, neuroscienziata della New York University e protagonista della conferenza “Le neuroscienze del razzismo” alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste.

http://daily.wired.it/news/scienza/2013/07/19/cervello-razzismo-neuroscienze-232456.html

 

 

Cervello, la sua salute si vede dalla retina

I vasi sanguigni sulla retina potrebbero stabilire le condizioni di salute del nostro cervello. Lo dice uno studio della Duke University, pubblicato su Psychological Science. Il team di studiosi ha analizzato 1000 persone nate tra il 1972 e il 1973. E’ emerso che i soggetti con le vene della retina più grandi avrebbero un quoziente intellettivo più basso e mostrerebbero problemi cognitivi.

http://www.ogginotizie.it/249797-cervello-la-sua-salute-si-vede-dalla-retina/#.Uee7Oo2He8A

 

Cervello: mappato processo in dna durante sviluppo

(AGI) – Boston – L’espressione dei nostri geni potrebbe essere influenzata da specifici ‘segni’ sul nostro Dna, come quelli promossi dal processo della metilazione. Ora, alcuni studiosi del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, California, hanno realizzato una mappa dettagliata che illustra come i cambiamenti nella metilazione possono modificare nel tempo il cervello dei mammiferi che si sta sviluppando. La metilazione del Dna, si legge su Science, si verifica nei neuroni molto giovani e nei circuiti neurali che stanno prendendo forma ed e’ implicata in molti aspetti dello sviluppo cerebrale, dell’apprendimento e della memoria. Finora, sono pochi gli studi che sono riusciti tuttavia a caratterizzare questo processo. Gli scienziati hanno analizzato neuroni in diversi stadi dello sviluppo, fetale, postnatale e adulto, in topi e uomini mappando le modifiche che si verificano sul Dna.
http://www.agi.it/salute/notizie/201307061344-hpg-rsa1025-cervello_mappato_processo_in_dna_durante_sviluppo

 

La mappa del cervello in 3D

Per carpire i segreti del cervello è necessaria anche la geografia, perché la forma, la struttura e la localizzazione dei suoi componenti sono alla base delle attività funzionali, e partecipano alla costruzione del pensiero e comportamento umano. Con questo intento un team internazionale  di ricercatori ha fatto a pezzi (letteralmente, e in tanti pezzi), il cervello di una donna deceduta e lo ha usato per ricreare un atlante ad alta risoluzione e in 3D dell’organo. È l’atlante con la risoluzione più alta mai raggiunta. Il cervello virtuale è stato presentato sulle pagine di Science
http://daily.wired.it/news/scienza/2013/06/21/cervello-3d-alta-risoluzione-52795.html

 

Per la prima volta "lette" le emozioni nel cervello

(AGI) – Washington – Per la prima volta, gli scienziati della Carnegie Mellon University hanno identificato le emozioni provate da una persona sulla base della sua attività cerebrale. Si tratti di uno studio che estende il campo della "lettura della mente" ai sentimenti, applicando tecniche di apprendimento meccanico a dati provenienti dalla risonanza magnetica funzionale per immagini. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Plos One. Le scoperte hanno mostrato come il cervello categorizza le emozioni, fornendo ai ricercatori il primo processo affidabile per analizzare le emozioni umane.

http://www.agi.it/salute/notizie

 

 

Cervello: piccoli vasi sanguigni hanno andamento caotico

(AGI) – New York – I piccoli vasi sanguigni che riforniscono le aree che ricevono gli stimoli sensoriali nel cervello formano un intrigo caotico che non segue l’andamento dei neuroni come si credeva in precedenza. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Nature Neuroscience della California University, a San Diego. http://www.agi.it/salute/notizie

 

Neuroscienze: attenzione agli studi inattendibili

Molte lavori neuro-scientifici, nonostante vengano pubblicati, sembrano essere statisticamente inaffidabili. Questo è l’allarme lanciato da un’équipe di scienziati statunitensi, e pubblicato sulle pagine di Nature Reviews Neuroscience. La colpa? Soprattutto i finanziamenti sempre più ridotti.

http://daily.wired.it/news/scienza/2013/05/06/neuroscienze-studi-inattendibili-8258279.html

 

 

 

Ictus: moderata attività fisica riduce rischio

(AGI) – Washington – L’attività fisica abbassa il rischio di essere colpiti da ictus. Un nuovo studio della University of South Australia ha mostrato infatti un legame tra la frequenza dell’esercizio fisico e il rischio di ictus, come si legge sulla rivista Stroke. Le indagini degli scienziati hanno riguardato circa 30mila persone che hanno fornito dati a proposito della propria storia medica e della loro attività fisica settimanale, prima di essere monitorati per ictus e attacchi ischemici transitori per una media di 5,7 anni. Le persone inattive avevano circa il 20 per cento in più di probabilità di avere un ictus rispetto a quelli che si esercitavano quattro o più volte alla settimana. Un esercizio fisico moderato, vigoroso era legato alla riduzione del rischio di ictus: parte dell’effetto protettivo era dovuto all’abbassamento di tassi di rischio come ipertensione, diabete, obesità e fumo.

http://www.agi.it/salute/notizie/201307201113-hpg-rsa1021-ictus_moderata_attivita_fisica_riduce_rischio